2015 un anno da ricordare


“Un anno da ricordare”, così avevo titolato il primo messaggio di questa stagione agli atleti impegnati a rincorrere il loro sogno mondiale; e il 2015 è stato veramente trasformato in un anno indimenticabile da un gruppo di ragazzi che ha fatto vivere a me e, credo, a tanti altri una serie di emozioni difficili da descrivere.
Ci sono alcune immagini che mi resteranno negli occhi per sempre, alcune gioiose, alcune tristi, ma tutte di un’intensità straordinaria; in ordine sparso:
- La sicurezza di Filip nella chiusura del secondo blocco di finale, quando si è capito che nessuno avrebbe potuto togliergli il titolo mondiale;
- La gioia incredula di Elisabetta circondata da tutta la squadra speed dopo la sua vittoria meritata e inattesa;
- La delusione di Giorgia, una delle più forti atlete che io conosca, dopo essere rimasta fuori dalla finale;
- L’impegno dei tecnici azzurri per far capire a Giorgia che anche ad una grande atleta, purtroppo, ogni tanto capita di andare male;
- La voglia di divertirsi e la leggerezza con cui arrampica Nora, in semifinale ad un mondiale nello stesso anno in cui non sapeva neppure se sarebbe entrata in nazionale;
- L’amarezza di Asja, alla quale un piccolo errore è costato una medaglia, sapendo di essere più forte di almeno un avversaria che era sul podio;
- La mia gioia, infinita, quando è apparso il tempo di David, più basso di quello del suo avversario cinese;
- L’inno di Mameli cantato da tutti i compagni di squadra durante le premiazioni dei nostri campioni;
- E poi la mia preferita, che mi riempie di orgoglio per avere in squadra un atleta così forte e così corretto: Matteo che incita a gran voce Filip durante la semifinale, mentre Filip chiude il blocco che lo fa entrare nei primi sei, spingendo fuori dalla finale lo stesso Matteo. E’ facile parlare di fair play, bisogna essere grandi per comportarsi in questo modo.
Mi considero un privilegiato per avervi potuto accompagnare in questo percorso, compiuto insieme a tante persone che ringrazio per come si sono prodigate per permettervi di esprimere al meglio il vostro innegabile talento; fra queste la prima è chi mi ha scelto per questo incarico dandomi la possibilità di portarlo avanti seguendo le mie idee anche quando magari non le condivideva: senza questa disponibilità, che viene dalla passione per lo sport e per i giovani, forse oggi avremmo meno da festeggiare.
Voglio ringraziare qui Riccardo Caprasecca e Marco Erspamer per quanto fatto sia durante il mondiale sia durante la fase di preparazione, Alessandro Marrocchi, che ha sofferto per otto ore in isolamento durante le semifinali e le finali lead, preparando gli atleti senza poi avere la possibilità di vederli in gara, Aldo Reggi che porterà ai massimi livelli la speed italiana, Matteo Faggian e Riccardo Riva, capaci di unire alle capacità professionali anche la passione e la voglia di far crescere i nostri atleti, Alessandro De Martini supporto indispensabile per la quadra lead, Francesco, il fisioterapista che ha seguito i nostri atleti speed e lead, soffrendo con noi durante le gare; una nota particolare per Fabio, che non voglio considerare solamente un fisioterapista perché nella mia visione è una delle colonne portanti di questo gruppo.
E poi ovviamente il ringraziamento a tutti gli atleti, sia quelli che hanno partecipato, gioito e sofferto indossando la maglia azzurra ad Arco, sia quelli che hanno faticato, si sono allenati, hanno sognato e poi non hanno potuto partecipare ad un evento al quale potevano accedere solamente in quattro per categoria; tutti continuano ad essere per me atleti della nazionale che avranno altre occasioni in futuro o forse non ne avranno perché a volte lo sport è crudele, ma avranno sempre il mio rispetto per il loro impegno.
Infine, ma non certo per importanza, i genitori capaci di comprendere lo sforzo che tutto lo staff della nazionale mette in campo per cercare di far crescere i loro figli, sia sotto l’aspetto agonistico, sia sotto l’aspetto personale. Anche le vostre attestazioni di stima, come l’intensità delle emozioni provocate dai vostri figli, sono fondamentali per dare la forza di proseguire in un’attività che fatta “nel tempo libero” è veramente impegnativa.
L’ultimo ringraziamento, scusandomi fin d’ora se ho dimenticato qualcuno, è per Davide Manzoni, anche in questo caso non un genitore, ma un componente della squadra che ha condiviso mille momenti tristi e felici di questo 2015, sempre disponibile anche quando me ne approfittavo e gli chiedevo “lavori di manovalanza” impedendogli magari di vedere la gara; ha sempre messo la squadra al primo posto, accollandosi anche compiti e responsabilità che avrebbe potuto declinare.
Adesso servono un po’ di giorni per ricaricare le batterie, ma come ho detto fin dal primo giorno “il mondiale è importante, ma si continuerà ad arrampicare anche dopo”; adesso arriva il difficile, confermare i risultati assolutamente eccezionali che avete ottenuto e che hanno fatto sì che la squadra azzurra si sia meritata il rispetto di nazioni storicamente di altissimo livello come Francia, Slovenia, Austria, Germania, ecc.
Il lavoro da fare è sicuramente tanto, ma adesso abbiamo l’entusiasmo per farlo e le idee necessarie per continuare nel nostro percorso.
Grazie ancora a tutti voi.
Franco Gianelli


A due settimane dai mondiali, ecco le convocazioni definitive, con piccole variazioni rispetto a quelle di luglio. Grazie alla vittoria di Giorgia Tesio al Campionato Europeo Boulder, abbiamo un posto in più nella U16F Boulder, messo a disposizione di Camilla Moroni, che si è ben comportata in EYC a Laengenfeld.

Stefano Carnati si dedicherà unicamente alla lead e lascia quindi il posto a Enrico Capano in boulder e ad Alessandro Cingari in speed, mentre Teresa Gallucci dovrà affrontare nel giorno previsto per la gara un esame di ammissione universitaria ed è costretta a rinunciare. In bocca al lupo a Teresa per il suo esame e in bocca al lupo a tutti i convocati per esprimere tutto il loro potenziale in questi mondiali.

INFORMAZIONI PRATICHE PER I CONVOCATI

 

SPEED

BOULDER

LEAD

U16F

LAURA ROGORA

LAURA ROGORA

LAURA ROGORA

U16F

SARA MORANDINI

GIORGIA TESIO

GIORGIA TESIO

U16F

DALLABRIDA ELISABETTA

OLIMPIA ARIANI

MARIA BALLERINI

U16F

FRANCESCA VASI

NORA RAINER

JANA MESSNER

U16F   CAMILLA MORONI  
       

U16M

GABRIELE RANDI

MATTEO MANZONI

FELIX KIEM

U16M

DAVID PICCOLRUAZ

DAVID PICCOLRUAZ

DAVID PICCOLRUAZ

U16M

LEONARDO SANDRIN

FILIP SCHENK

FILIP SCHENK

U16M

CRISTIAN DORIGATTI

PIETRO BIAGINI

PIETRO BIAGINI

       

U18F

ASJA GOLLO

ASJA GOLLO

ASJA GOLLO

U18F

GIULIA FOSSALI

GIULIA MEDICI

EVA SCROCCARO

U18F

SILVIA PORTA

TERESA CIRELLI

LISA DE MARTINI

U18F

GIORGIA RANDI

ALICE GIANELLI

ILARIA SCOLARIS

       

U18M

ALESSANDRO CINGARI

ENRICO CAPANO

STEFANO CARNATI

U18M

PAOLO MARTIGNENE

SIMONE TENTORI

DAVID OBERPRANTACHER

U18M

GIANLUCA ZODDA

ANTONIO PRAMPOLINI

JANLUCA KOSTNER

U18M

GIACOMO INGRAMI

GIORGIO BENDAZZOLI

GIORGIO BENDAZZOLI

       

U20F

ANDREA EBNER

ANDREA EBNER

ANDREA EBNER

U20F

MARTINA ZANETTI

MARTINA ZANETTI

CLAUDIA GHISOLFI

U20F

 

GIULIA ALTON

GIULIA GOLLO

U20F

GINEVRA CASELLATO

ANNALISA DE MARCO

MARTINA ZANETTI

       

U20M

LUDOVICO FOSSALI

MATTEO MOSCONI

LORENZO CARASIO

U20M

ALESSIO VOGHERA

LORENZO MALATESTA

FEDERICO ANDREOLI

U20M

ALESSANDRO SANTONI

LORENZO CARASIO

FRANCESCO BOSCO

U20M

LORENZO CARASIO

GIOVANNI DI FRONZO

LORENZO SINIBALDI

 

 

A circa due mesi dai mondiali di Arco, ritengo che sia arrivato il momento di fare le scelte per gli atleti da convocare: dopo tre anni nei quali, a vario titolo, ho seguito la nazionale giovanile, penso di avere a disposizione tutti gli elementi che mi servono, ma nonostante questo il compito non è agevole.

 

So di avere di fronte a me un gruppo per il quale l’arrampicata significa molto, un gruppo disposto a lavorare duramente per raggiungere i propri obiettivi e che sta facendo crescere il rispetto per la squadra italiana di arrampicata sportiva.

 

E tuttavia le scelte devono essere fatte e allora preferisco dirvi quali sono i principi che mi hanno guidato: uno di questi, non necessariamente il primo, è che il nostro lavoro, di chi parteciperà, ma anche di chi resterà ai piedi della parete a tifare per i compagni, il nostro lavoro verrà valutato sulla base delle medaglie che vinceremo.

 

Il secondo è quello che mi piace di più ed è quello per cui una nazionale giovanile non si può permettere di lasciare indietro nessuno, perché gli esclusi di quest’anno potranno essere i vincitori nel 2016: da questo deriva una scelta di alternanze in alcuni casi fra chi fa il Mondiale e chi fa Coppa Europa, dando la possibilità a tanti di crescere, sostenendo chi ha dato molto e oggi fatica, non dimenticando mai quello che avete speso per questa nazionale.

 

Spero che possiate condividere la maggior parte di queste scelte, forse su alcune non sarete d’accordo, ma tenete presente che sono state fatte cercando di restare fedele ai principi sopra indicati.

 


 
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